Tutto passa

Tutto passa,
va via fugge dalle nostre fite,
anche il dolore
e con esso, il nostro essere umani
cosa distingue un soldato ferito dal compagno morto che gli sta affianco?
Non è il dolore a renderci vivi?
Non è lui con la sua brutalità a farci sperare una in situazione migliore?
A farci ricordare un passato felice?
A farci sognare un avvenire migliore?
Eppure passa, ci abituiamo al dolore,
diventa un compagno costante, sempre così vicino che ci scordiamo di lui,
ci dimentichiamo di sognare un avvenire migliore,
ci dimentichiamo che un tempo eravamo felici.
Lo facciamo assopire, sotto la quotidianità,
sotto i mille inutili problemi quotidiani,
e perché non dovremmo? Stiamo meglio senza di lui!
Che vada all'inferno, lui e il suo ricordarci la nostra misera esistenza,
Sempre li a ripetere, a ricordare, che non siamo felici,
magari a ricordarci che un giorno l'eravamo, e che ora non lo siamo,
li a schernirci per le nostre speranze che tali rimarranno,
a ricordaci che abbiamo freddo e paura.
BASTA CHE SE NE VADA!!!

Eppure...
Siamo davvero pronti a rinunciare ai nostri ricordi?
Alle nostre speranze?
Ai nostri sogni?
All'essere umani?
All'essere vivi?
Io no, non sono ancora pronto a smettere di soffrire,
non abbandonerò i miei sogni,
non in cambio di una triste e bianca apatia.
Non sono ancora pronto a smettere di soffrire.
Ridatemi il mio dolore,
ne ho bisogno per vivere.

L'ho scritta il 19 novembre 2007, secondo me per essere apprezzata a pieno va letta insieme alla sua sorella fenice