Morte

Oh si vieni amore mio
sento il gelo delle tue ossa sulla mia carne calda
le tue scheggie ruvide tagliare la mia pelle liscia
le mie mani cercano il tuo corpo
e trovano solo ossa, ossa che non si può accarezzare, ossa su cui tagliarsi, ossa che fanno male
Oh vieni amore mio
le tue unghie mi graffiano la carne
sento il sangue caldo che scivola via dalla pelle
lo sento denso sulla mia pelle mentre abbandona il mio corpo
sento il gelo impadronirsi della mia carne
vieni amore mio
sento i tuoi vermi infilarsi sotto la mie pelle
farsi strada a morsi nelle mie viscere
scendere dentro di me fino a succhiarmi le budella
vieni
Eva colse dall'albero della conoscenza
rinunciando a quello della vita.
Io con questo coito infernale ribadisco il peccato primordiale
Abbandono le gioie promesse per i dolori proibiti
Rinnego la strada maestra per la via in salita
Rinnego la felicità per il dolore
Rinnego la beata ignoranza per la tormentata conoscenza

26 novembre 2007. Avevo voglia di scrivere qualcosa di sporco, di peccaminoso, di disgustoso, e forse ci sono riuscito. Perché volevo farlo? Forse per allontanare da me alcuni pensieri cupi, forse per provocare, o forse perché sono sporco, peccaminoso e disgustoso, chi lo sa.