Icaro e il Disertore

Mi dicono di non farlo
ma come posso resistere?

Io solo ne ho la possibilità
i mezzi e la forza
per tentare di sfidare il sole

---o---

Mi dicono di non farlo
ma io devo riuscirci
Mi dicono che sono stroppo basso
Mi dicono che sono troppo magro
Mi dicono che ho le spalle storte
Mi dicono che non ne ho il coraggio
ma io voglio combattere,
per l'onore, per la gloria, per la giustizia,
per la casata, per me stesso, per Sparta
lancia e scudo in mano voglio dimostrare il mio valore

---o---

Che stupido mio padre,
queste ali sono perfette!

Tagliano l'aria come un coltello taglia la ricotta
si muovono leggere come i rami d'ulivo nel vento d'ottobre

Lo vedo che si avvicina
Riesco quasi a toccarlo

---o---

E finalmente marcio
ai miei fianchi i miei compagni mi sorridono
Pensavano che non ci sarei riuscito
e perciò sono doppiamente contenti
volevano risparmiarmi il dolore della delusione
e ora festeggiano perché sono fieri di me

Mi danno pacche sulle spalle
mi chiamano grande uomo

e il profumo di lavanda e rosmarino
riempie l'aria di quest'aprile
aspiro a fondo
Li ricorderò come gli odori della gloria

---o---

L'aria si fa sottile
non riesco a tagliarla con le mie ali
Con tre battiti mi muovo di un sol palmo,
quando prima con un battito mi muovevo di un braccio

Cos'è tutto questo sudore sulla schiena?
Non è mai stato così appiccicoso, così viscido,
Non è sudore...
è cera sciolta!

---o---

La lancia è nel terreno
a tre passi dal bersaglio

Dove sono i miei compagni?
I loro corpi muscolosi
un tempo brillavano ricoperti d'olio
Sono a terra, rigati di sangue
avvolti nella polvere

I cavalli nitriscono forte
c'è chi grida aiuto
c'è chi grida scappa

Il nemico si avvicina
e io non ho una lancia
La sua guardia è perfetta
non sono mai stato veloce con la daga
Devo alzare lo scudo
ma è così pesante!
Il mio braccio è troppo magro
è retto da una spalla storta
Le mie gambe secche tremano
Le orecchie mi pulsano
Il sudore mi acceca
Oh Ares lui è sempre più vicino!
devo slacciarmi lo scudo

---o---

L'acqua è fresca
mi sostiene leggermente
è così bello addormentarsi
e io sono così stanco,
i muscoli mi fanno male
lentamente intorno a me si crea il buoio
posso chiudere gli occhi
chiudere gli occhi e dormire
chiudere gli occhi e aprie la bocca
No! Un momento! C'è una cosa che devo fare!
Io ci ho provato, non importa se ho fallito
ma ho seguito i miei sogni
ecco ora si, Morfeo Nettuno abbracciatemi
massaggiate i miei muscoli stanchi
rinfrescate la mia pelle ustionata
oro posso aprire la bocca

---o---

E così non mi giustizieranno
sono stati clementi, per due volte:
la prima quando mi hanno concesso una possibilità
la secondo quando hanno perdonato il fallimento

D'altronde se l'aspettavano,
uno spartano basso non può combattere
uno spartano magro non può combattere
uno spartano con le spalle storte non può combattere
uno spartano codardo non può combattere
a uno spartano così tocca il lavoro nei campi

Eppure pago il mio errore
nella finta gentilezza di chi mi aiuta con l'aratro
perché se uno non può portare lo scudo farà fatica anche con l'aratro
nelle occhiate di scherno
nei silenzi all'agorà

---o---

Qual'è il destino peggiore?
morire inseguendo i propri sogni
o vivere sopportando non averli avverati?

Questa poesia rappresenta il primo esperimento di scrittura a freddo. Tutte le precedenti le ho scritte a caldo, dando sfogo a una particolare emozione nel momento stesso in cui la provavo. Questa invece è stata scritta postuma, l'ho creata per non dimenticare una sensazione, che al momento della stesura (20 dicembre 2007) si era già intiepidita. Mi piacerebbe sapere se si nota una differenza, e se questa è in positivo o in negativo.