Bambini voglio raccontarvi una storia, questa storia ha per protagonisti un uomo molto intelligente e molto curioso, un piccolo falò e un Dio sarcastico.
Un giorno l'uomo molto intelligente e molto curioso prese e andò nella sua capanna, era solito condurre li i propri esperimenti. Dovete sapere bambini che gli uomini curiosi si divertono a fare delle cose e vedere cosa succede, ad esempio a volte prendono una barchetta di carta e la mettono in una tinozza, e cercano di capire perché resta a galla prima e sprofonda poi. E' come un gioco per loro.
Quel giorno l'uomo entro nella sua capanna, come al solito voleva giocare, e cerco di capire come funziona il fuoco. Iniziò a prendere della legna, e della benzina, prima accatasto la legna al centro della capanna, poi verso sopra della benzina. Quindi prese un fiammifero e diede fuoco al tutto.
Il falò inizio a bruciare, e l'uomo si divertiva a osservare la strana danza delle fiamme, che gialle e rosse si divertono a saltellare, ad avvicinare le dita un pochino per sentire il calore, per poi ritirarle di colpo quando sentiva bruciare. Si divertiva così l'uomo, prendeva dei foglietti e li metteva sotto la fiamma, e questi bruciavano, se messi sopra la fiamma invece volavano.
Guardò quindi il tetto di paglia della sua capanna e si disse "Se un piccolo fuoco fa volare i foglietti di carta, forse un grande fuoco farà volare la mia capanna..." prese quindi la tanica di benzina e dell'altra legna, e le getto nel falò per creare la prima capanna volante della storia. Dovete sapere bambini che c'è un perché se nessuno vi ha mai detto che le capanne volano, perché appunto le capanne non volano. La legna brucio e generò calore, la benzina esplose in una festa di scintille, e l'aria si fece calda, come quella che esce dal forno quando la mamma lo apre per far uscire la torta appena cotta.
Insomma l'uomo molto intelligente e molto curioso prese fuoco, e iniziò a dibattersi in modo buffo e curioso, gridava come se stesse giocando, e si contorceva come se stessa ballando una musica strana. A un certo punto iniziò a rotolarsi per terra come fanno certi cani nel parco, ma alla fine smise di muoversi, era tutto nero e sporco di cenere, era bruciato vivo.
Dovete sapere bambini, che quando un uomo prende fuoco non può stare molto tempo fra le fiamme, dopo un po' muore. E quando muore va da Dio. Dio è un vecchio signore con la tunica bianca e con la barba lunga. Avete presente la domenica quando andate in chiesa? C'è sempre un ragazzo giovane appeso alla parete per le mani, ha solo le mutandine e una corona di spine in testa, ecco Dio è suo padre.
Quando l'uomo andò da Dio si senti molto felice, "Dicono che Dio sa tutto, penso, e quindi potrà rispondere a tutte le mie domande. Mi potrà spiegare anche perché il fuoco è stato così cattivo da uccidermi", con questi pensieri per la testa l'uomo molto intelligente e molto curioso andò a parlare con Dio.
Quando Dio lo vide lo salutò felice "Ciao uomo molto intelligente, finalmente ci conosciamo."
"Ciao Dio, sono anche io felice di conoscerti, perché ho tante domande da porti"
"Sarò felice di risponderti" disse il Dio
"Bhé tanto per cominciare mi piacerebbe sapere perché il ghiaccio è freddo, e perché fa così male quando lo stringiamo fra i denti. Poi vorrei sapere perché le ciliegie che sono piccoline crescono su un albero grande, e perché invece le angurie che sono così grandi vengono da piantine così piccole. Un'altra domanda che mi sono sempre fatto è perché le arance maturano in inverno, così dissetanti non era meglio farle d'estate? Mi chiedo spesso anche cosa passa nella testa delle ragazze... ma questo forse nemmeno tu lo sai. Poi volevo chiederti anche perché il mare è così grande, perché il cielo è così lontano, e perché..." l'uomo continuo a parlare per un bel pezzo, essendo un uomo molto curioso aveva tantissime domande da fare.
Visto che l'uomo proprio non voleva finirla di fare domande alla fine Dio lo interruppe per un attimo e gli disse:
"Fammi una domanda per volta così potrò risponderti, se parli sempre tu come faccio a rispondere?"
L'uomo molto intelligente arrossi, con tutta la sua intelligenza non era stato in grado di evitare che il dio lo riprendesse, e ai grandi non piace essere ripresi.
"Va bene, ora ti farò una sola domanda e poi ti farò rispondere. Ecco per cominciare mi piacerebbe sapere perché il fuoco è cattivo e brucia le persone"
"Il fuoco è cattivo? - chiese ridendo il Dio- ma il fuoco non è cattivo!"
"E allora perché mi ha bruciato?" rispose piagnucolando l'uomo.
"Chiedilo a lui no? Ora lo chiamo... FUOCOOOOOOOOOOOO"
e il fuoco, si avvicinò, era un po' timido perché non capita tutti i giorni di avere di fronte Dio e un uomo molto intelligente, era un po' imbarazzato e quindi guardava a terra e non negli occhi delle persone.
"Ciao fuoco - disse il dio - perché non ci spieghi perché hai bruciato quest'uomo così intelligente? Coraggio non fare il timido
Solitamente quando qualcuno è timido è sempre molto timido, e anche quando gli dicono "coraggio non fare il timido" resta comunque timido. Tuttavia quando lo dice una persona qualsiasi è un conto, quando lo dice Dio è un altro (in fondo è il papà di quel ragazzone con i capelli lungo che va in giro con solo le mutandine), quindi il fuoco trovo la forza è parlo.
"Io... ecco.. non sapevo che altro fare. Prima ero così tranquillo, ero solo legna e benzina, e stavo quatto quatto nella tanica e per terra, dormivo tranquillo senza dare fastidio a nessuno. Poi quell'umo prima mi ha gettato per terra... poi ecco ha avvicinato quel brutto fiammifero. E fanno male i fiammiferi, bruciano molto, e io ho iniziato a bruciare. E sentivo tanto dolore, fa davvero male bruciare, ma l'uomo si divertiva e rideva, mi guardava e rideva. E' brutto quando tu stai male e gli altri ridono... ecco. Poi ha iniziato anche a farmi i dispetti, mi buttava fogliettini di carta, mi punzecchiava con il dito. E mi chiedevo perché? In fondo io stavo solo dormendo, non gli avevo fatto nulla di male, perché quell'uomo doveva essere così cattivo con me. Alla fine mi ha dato altra benzina, e io ho cominciato a bruciare di più... il dolore era forte, non riuscivo a stare fermo e di colpo sono diventato più grande, volevo restare fermo dov'ero... ma non ci riuscivo e di colpo senza riuscire a fermarmi sono diventato così grande che ho investito anche quell'uomo. Ma io non volevo lo giuro, mi dispiace tanto di averti bruciato"
A sentire queste parole l'uomo molto intelligente arrossi, non sapeva di aver fatto così male al fuoco, tutto gli era passato per la testa tranne di poter far del male a qualcuno. Lui era un uomo curioso non cattivo.
"Mi dispiace fuoco di averti bruciato, non sapevo ti facesse così male"
"Ma come? -chiese in lacrime il fuoco- te l'ho detto mille folte, con il mio calore, con il mio zompettare da una parte all'altra, volevo dirti solo che stavo così male da non riuscire nemmeno a stare fermo!!! Come hai fatto a non capire?"
"Aem... in effetti ora è abbastanza evidente, ma ecco stamattina non credevo nemmeno che il fuoco potesse parlare o provare dolore."
"E' perché sei così intelligente che credi che gli altri non lo siano? E la tua intelligenza che ti permette di provare dolore? Tu ne hai il diritto e gli altri no?"
L'umo non sapeva proprio come rispondere, disse solo "Hai ragione... la prossima volta..."
Qui però intervenne il Dio "No mi dispiace. Non ci sarà una prossima volta"
"Come? - chiese l'uomo sbalordito - Tu sei un Dio buono, devi darmi una seconda possibilità... è il tuo mestiere!!!"
"ahahahaha, no quello non sono io. Il Dio buono non c'è mai stato. Io sono un Dio sarcastico, prima mi ha fatto molte domande, la risposta alla maggior parte di quelle domande è: 'ho creato il mondo così perché sono sarcastico e mi divertivo', se tu invece di essere intelligente e curioso fossi stato ironico avresti riso e ti saresti divertito... le arance in inverno... ma come fai a non ridere solo a pensarla una cosa del genere? ahahahah
Poi c'è da dire una cosa, hai ignorato le grida di dolore di questo povero fuoco, perché io dovrei ascoltare le tue? Non sarò buono però sono giusto. Avendo tu sbagliato, e avendo tu fatto soffrire questo povero fuoco, che non ti aveva fatto nulla, ora dovrai soffrire. E sai quale sarà la tua pena? Conoscere la risposta alle tua domande, e renderti conto che è perfettamente inutile saperlo. Quale peggiore punizione per un curioso se non togliergli le sue domande? Oltre ad essere sarcastico e giusto sono anche fantasioso... si mi compiaccio di quest'idea. Vieni fuoco, lasciamo solo, non ha nulla a cui pensare e l'eternità per farlo... andiamoci a mangiare un'arancia."
Ed ora bambini la favola è finita, spero vi siate divertiti, ma alla fine delle favole c'è sempre un momento un po' noioso: quello della morale. Ebbene si, dopo una favola così allegra bisogna annoiarsi un po' con la morale, e la morale è breve. Non è, come potreste pensare, "Chi gioca con il fuoco finisce bruciato", no quella è la morale noiosissima da Dio buono, vi dirò quella del Dio sarcastico "Non bruciate il fuoco perché a lui non piace".
21 giugno 2008. Voglio una sigaretta, e non c'entra il fatto che brucia, la voglio è basta. Mi accontenterei pure di una Marlboro Light, e lo dice uno che odia le Marlboro Light.